ALESSANDRO CAROZZI

 

foto-ale-x-sitoquadri Alessandrosabotatore interno, 2008, tecnica mista, 110x63 cm4. I and my space- Io e i miei spazi, collagraph stampato su carta, 35x24 cm, 2014 quadri Alessandro

BIOGRAFIA DI ALESSANDRO CAROZZI

Nasce a Monza il 25 luglio del 1976. Si diploma al Liceo Scientifico De Amicis di Cantù nel 1996, e consegue il Diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli di Como nel 2001.

Nel 2004, presso il Politecnico di Milano, consegue l’abilitazione per l’insegnamento di Disegno e Storia dell’Arte nei Licei scientifici dove attualmente lavora in qualità di docente di Storia dell’Arte.

Dal 2000 a oggi insegna arti figurative , pittura e incisione presso la Famiglia Artistica Lissonese Gino Meloni di Lissone. La sua crescita artistica è maturata anche grazie all’incontro dei suoi maestri : PierantonioVerga, Alessandro Savelli, Giuliano Collina, Paolo Acquilini per l’incisione e specialmente ErmesMeloni. L’amicizia con Ermes nasce da un felice incontro e dalla tesi di laurea che Carozzi scrive e che ha come tema suo padre Gino Meloni. Il lavoro artistico di Carozzi è caratterizzato dall’incontro tra pittura e incisione e dalla conseguente fusione delle due tecniche, una continua ricerca sperimentale dove la precisione del segno grafico si amalgama con il colore prettamente pittorico.

PARTECIPAZIONI A RASSEGNE COLLETTIVE E PERSONALI

Esordisce con una personale nel 1998 a Cermenate e prosegue con collettive e personali presso diverse gallerie tra le quali la Galleria S. Michele di Milano, l’Opera Cardinal Ferrari al Chiostro San Eufemia e all’Ex Ticosa a Como, nel 2008 presso l’Autodromo Nazionale e l’Urban Center di Monza, a Cesano Maderno con 1000 Artisti a palazzo e in Villa Vertua a Nova Milanese, nel 2010 alla Chie Art Gallery di Milano, nel 2011 in Villa Vertua a Nova Milanese, nel 2014 a Palazzo Terragni di Lissone e alla Venexiana a Bergamo, nel circolo Seregn de la memoria a Seregno.  

Nel 1999 ottiene una menzione speciale per “opera segnalata dalla giuria” nel Premio Culture a confronto di Carugo; nel 2000 vince il premio Miglior Opera Grafica della XXI Rassegna Nazionale della Pittura del Comune di Macherio; nel 2002 il quarto premio Rotary Club Briantei sezione “Giovani Promesse a Seregno; nel 2006 medaglia Premio Segantini, Nova Milanese. Dal 2006 al 2013 insegna incisione presso la Libera Accademia di Arti Figurative Vittorio Viviani di Nova Milanese. Realizza diverse copertine di Album di gruppi rock della brianza, collabora alla decorazione di locali di Milano con la scenografa Carla Ceravolo e nel 2003 si dedica alla realizzazione della scenografia dello spettacolo Il tempo ci Unisce e allo spettacolo Le Allucinazioni Artistiche promossa dalla Cooperativa Linea dell’arco di Lecco.

 

“In bilico tra pittura e incisione, Alessandro Carozzi, si affaccia all’indagine più intimamente coinvolgente dell’individuo adulto, quello di provare a guardare dentro se stesso e avviare quel processo di analisi che può generare un autentico balzo in avanti da un punto di vista strettamente umano. La rinuncia al figurativo apre nelle opere di Alessandro Carozzi lo spazio libero per esprimersi attraverso la straordinaria forza espressiva del “segno”, lasciando così che si liberi l’energia dura dell’automatismo psichico ed emerga con tutta la sua prorompente forza creativa una linea di pensiero nuova e particolarmente riflessiva in bilico perenne tra psicologia e filosofia.”                                                                                                                                                                        Alberto Moioli

 

“Carozzi lavora da diversi anni sul tema dei «corpi emotivi», figure femminili e maschili dalle sagome rarefatte in cui la tendenza alla bicromia bianco/nero ereditata dalla tecnica incisoria lascia spazio a improvvise tracce di colore che, specie negli ultimi lavori, lacerano come cicatrici i nudi. Sono fragili tracce dipinte con un segno grafico sicuro, elaborato attraverso la fusione di pittura e incisione in una tecnica, il collograph, che permette all’artista di giocare sulla forza del tratto e sul suo esito pittorico”.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    Alessia Barzaghi